Cosmetogenesi: dal Cosmetico al Cosmeceutico

Cosmetogenesi: dal Cosmetico al Cosmeceutico

A cura del Dottor Umberto Borellini

Cos’è il cosmetico oggi?

Fanno parte dell’uso quotidiano, ogni giorno li utilizziamo per la nostra igiene e per la beauty routine. Sono i cosmetici. Non esistono quelli per l’estetica professionale o quelli per il medicale, ma soltanto cosmetici con una formulazione eccellente che va rintracciata partendo dalla lettura dell’INCI.

La prima legge sui cosmetici (L.713 10/86), è in vigore soltanto dalla seconda metà degli anni ’80 e l’obbligo di indicare la lista degli ingredienti in ordine decrescente risale addirittura alla fine degli anni ’90. La ricerca dermo-cosmetica si è evoluta parallelamente alla ricerca puramente dermatologica, tant’è che oggi molte formulazioni farmacologiche ad uso topico sono pressoché sovrapponibili a quelle cosmetiche.

Ovviamente occorre fare le doverose distinzioni, nel senso che, per alcuni ingredienti, la ricetta medica è e sarà obbligatoria: ad esempio l’acido retinoico è chimicamente diverso dal retinolo, ed è un farmaco a tutti gli effetti, così come la tiroxina, nei medicinali in crema per “curare” la cellulite.

La collaborazione tra Cosmetologo, Estetista e Medico estetico (dermatologo, chirurgo plastico o dietologo – un medico comunque che si occupa di bellezza) è fondamentale al fine di offrire formulati sempre più efficaci e sicuri. Il cosmetico può essere utilizzato e consigliato dall’estetista, dal medico, dal farmacista, dall’erborista, dalla profumiera.

La differenza la può fare soltanto il professionista che lo spiegherà e lo capirà meglio. È ormai assodato che una formulazione intelligente può rappresentare, per l’estetista e il medico estetico, un ampliamento dei suoi trattamenti, nonché uno strumento di ottimizzazione, ovviamente selezionando i prodotti in grado di rispettare la fisiologia epidermica e per fare ciò sarà necessario immergersi nei misteriosi codici cosmetologici.

L’INCI (International Nomenclature Cosmetic Ingredients) rappresenta quindi la prima “radiografia” al prodotto. Bisogna poter accertare la presenza degli attivi, selezionare gli eccipienti, quantificare gli addittivi e verificare gli allergeni. Caviale, champagne, perle oceaniche, asteroidi micronizzati, polvere di rubini, olio di visone… la cosmetologia subisce da sempre le influenze legate alle mode e all’impatto emotivo che ingredienti esotici ed evocativi hanno sui consumatori.

Orbene, se per canali quali la GDO e la profumeria questo tocco di fantasia e di lusso sfrenato può anche essere funzionale, quantomeno a livello psicologico (prodotto prezioso = prodotto speciale), in campo estetico e ancora di più nella medicina estetica, le virtù delle sostanze funzionali presenti in un cosmetico dovrebbero essere razionali e comprovate.

Retinolo, acido ascorbico, acido lipoico, acido ialuronico, caffeina, escina, acido glicolico,peptidi… sono solo alcuni tra i principi attivi presenti sia in prodotti cosmetici che in quelli medicali. La loro compatibilità e sicurezza li rende utilizzabili anche in cosmetologia, a differenza di altri attivi di esclusivo utilizzo farmacologico quali l’acido retinoico, la tiroxina, il minoxidil, che possono essere utilizzati esclusivamente nel settore terapeutico, nonostante la loro attitudine cosmetologica…e vengono chiamati “cosmeceutici”.

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